| I chakra |
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| La porta d'accesso alla dimensione sottile dell'esistenza |
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Il primo chakra che incontriamo nel corpo umano partendo dalla base della colonna vertebrale è chiamato in sanscrito Mooladhara. Il significato di questa parola è "sostegno delle radici". Questo chakra infatti, proprio per la sua posizione, ha forse il ruolo più decisivo di tutti gli altri chakra nel determinare le condizioni energetiche dell'essere umano. Osservando lo schema del sistema sottile si può constatare come il Mooladhara sia posto poco al di sotto dell'osso sacro; questo significa a livello sottile che la Kundalini, l'Energia Divina presente in noi che risiede nell'osso sacro, potrà ascendere lungo il canale centrale (Sushumna) e illuminare gli altri chakra se avrà una base forte e stabile su cui poggiare. Questa base è appunto il Mooladhara chakra, e la sua stabilità è costituita in senso traslato da saggezza, innocenza, purezza. |
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Queste qualità sono particolarmente visibili negli individui il cui Mooladhara chakra funziona bene, e conferiscono alla persona una distintiva forza magnetica, che lungi dall'essere manipolativa e seduttiva, la rendono simile ai bambini, che attirano per il solo fatto di esistere. Allo stesso modo si indeboliscono quando si sviluppano ego e condizionamenti di ogni tipo. Fortunatamente questa innocenza innata non può essere distrutta e ritorna alla sua forza originaria con la pratica della meditazione. |
| Così il Mooladhara rende le persone quasi "magiche", dotate cioè, di quella forza di gravità che fa di qualcuno una persona speciale. Sono proprio l'innocenza, la saggezza e la purezza a donare la soddisfazione, la pace interiore, la conoscenza intima delle leggi dell'universo, e l'auspichevolezza! Un termine usato da Shri Mataji per esprimere quanto una persona possa essere fortunata quando ha il Mooladhara risvegliato: il lavoro che arriva quando ne abbiamo bisogno, un treno che non parte prima del nostro arrivo in stazione, un incidente che evitiamo, sono tutte coincidenze che capitano a chi si affida al Potere delle vibrazioni divine con semplicità. |
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A livello fisico il Mooladhara regola il funzionamento di vescica e organi di escrezione, pertanto qualsiasi squilibrio in questo chakra va a danneggiare queste parti dell'organismo. Anche il nostro orientamento nei confronti del sesso è influenzato dal Mooladhara. In questo senso, tutti i nostri comportamenti sessuali estremi, sia come abuso indiscriminato che come castità monastica, vanno a danneggiare pericolosamente la funzionalità del chakra. |
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| Azione e cre-azione |
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Lo Swadisthan chakra ci procura l'energia che consente di mettere in azione la nostra creatività e ci fornisce la conoscenza spirituale. E' un chakra legato all'elemento Fuoco e al colore giallo, entrambi simboli di azione. Il suo buon funzionamento permette di realizzare opere creative in ogni settore, artistico, scientifico, sociale o qualsiasi altro. |
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La conoscenza, il sapere, il pensiero astratto, la capacità di organizzare e gestire il mondo materiale intorno a noi sono tutti aspetti della vita sotto il controllo dello Swadisthan. Gli squilibri di questo chakra si manifestano in forma di collera, violenza, iperattività fisica e mentale, eccessivo coinvolgimento nell'azione, artificiosità nel comportamento, tendenza alla depressione, influenzabilità. A livello fisico gli organi connessi allo Swadisthan sono il fegato, i reni, la milza, il pancreas, l'utero e l'intestino. Le patologie di malfunzionamento dello Swadisthan possono quindi essere cirrosi, epatite, problemi intestinali, renali, all'utero. |
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| La via verso l'evoluzione |
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Il Nabhi chakra corrisponde al plesso solare e presiede al funzionamento di fegato, intestini, stomaco e milza. Questo centro è responsabile del nostro "dharma" individuale, ovvero la nostra condotta morale, qualità innata, che ha consentito all'uomo di evolvere ed alimenta la sua crescita spirituale e il senso di ricerca. |
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Le qualità sviluppate dal Nabhi sono il senso di soddisfazione, la pace, il benessere. Aspetti questi che possono essere considerati sia in senso prettamente materiale che traslato; infatti entrambi sono correlati: se le necessità quotidiane non sono soddisfatte, se non si è mangiato a sufficienza, non può nascere la necessità di evoluzione spirituale. Il Nabhi quindi si occupa del benessere a livello sia materiale che emotivo e spirituale. |
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Il modo in cui ci alimentiamo dunque, così come tutti i nostri interessi materiali, il nostro benessere materiale ed emotivo, la nostra capacità di vivere in pace con gli altri sono influenzati dallo stato del nostro Nabhi chakra. Al livello più sottile, il Nabhi presiede al potere attraverso il quale evolviamo, è il chakra che ci rende maggiormente consapevoli dei nostri poteri, ci fa risvegliare il rispetto nei confronti di noi stessi come Maestri e ci dona il potere di amare e rispettare gli altri. |
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La nostra casa |
| Quando si medita in Sahaja Yoga, se la meditazione è fatta con profondità, è il chakra del Cuore che ci invia i segnali più potenti, segnali che ci mettono in comunicazione diretta con il nostro Sé: senso di gioia, compassione e beatitudine senza identificazione con nessun aspetto particolare della nostra vita. Una volta che queste qualità si sono stabilizzate in noi, quando cioè il chakra si è completamente aperto, potremo manifestare all'esterno tutto l'amore, il coraggio, la forza di cui siamo dotati. |
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Il Cuore è il nostro centro energetico, ogni nostro squilibrio si trasmette a questo chakra; è importante perciò mantenere la nostra attenzione costantemente sul Sé. Questo è un chakra che ci dona la sicurezza piena in noi stessi, la coscienza di noi, la capacità di amare con distacco, di avere fiducia negli altri e di gioire di tutto il bello che esiste nel mondo. Le relazioni con i propri genitori sono governate dal funzionamento di questo centro, così come il modo di vivere il nostro ruolo di genitori. |
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Gli squilibri legati a questo chakra riguardano l'ira, i desideri smodati e incolmabili, l'insicurezza, le cattive relazioni affettive, l'attenzione eccessiva all'esterno, la mancanza di fede, in generale e in Dio, le false identificazioni, la superstizione, la letargia, l'ansia. |
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| Laurea in comunicazioni |
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Il Vishuddi chakra è situato alla base del collo ed è il chakra che regola il nostro modo di comunicare con il mondo esterno. Sono infatti i nostri organi sensoriali e le nostre espressioni facciali ad essere influenzati da esso. Avere un Vishuddhi in buone condizioni significa essere in grado di comunicare con il mondo secondo la propria verità interiore, avendo rispetto di sé e degli altri, perchè si ha la coscienza dell'umanità intera in se stessi. Questo chakra ci consente di sentirci parte della collettività umana senza ergerci a giudici e allo stessso tempo senza nasconderci dietro autocommiserazioni. |
| La capacità di distacco dai nostri pensieri, dalle nostre emozioni e dalle relazioni è il dono del Vishuddhi, si tratta di un'attitudine gioiosa, serena e positiva nei confronti della vita, che ci permette di affermare le nostre ragioni senza mai fare ricorso alla violenza. |
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I blocchi legati al Vishuddhi riguardano i continui sensi di colpa, il sarcasmo, l'arroganza, la tendenza a dominare gli altri, l'aggressività. |
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| Liberi da passato e futuro |
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Localizzato nel centro del cervello, nel punto d'incrocio dei nervi ottici e noto come il famoso e misterioso "terzo occhio", l'Agnya chakra è la porta al nostro Ego e Superego, gli emisferi cerebrali che immagazzinano rispettivamente la nostra dimensione futura e tutti i nostri contenuti passati. Se quindi lavoriamo o pensiamo troppo, quando indulgiamo eccessivamente in ricordi e frustrazioni del passato, corriamo il rischio di danneggiare pesantemente questo chakra, che come conseguenza si chiuderà, impedendo alla Kundalini di giungere fino all'ultimo chakra e di donarci lo stato di beatitudine. |
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L'Agnya illuminato conferisce all'individuo uno sguardo brillante e innocente, che trasmette purezza a chiunque, e ha il potere di comunicare gioia e redenzione. Una persona con l'Agnya aperto riuscirebbe a risvegliare automaticamente la Kundalini con il solo sguardo. Quando l'Agnya è liberato dai blocchi, la persona lascia spontaneamente qualsiasi rancore, avversione, attaccamento, idea fissa nei confronti di chiunque e di qualunque pensiero, acquista una capacità di perdono illimitata che la rende autorevole e allo stesso tempo umile. Questo avviene perchè si sperimenta la grande attitudine compassionevole che il chakra dona, insieme ad una rara limpidezza di pensiero. Si può dire veramente che la persona che possiede questo chakra illuminato è una persona redenta, libera dalle catene del passato e dalle proiezioni del futuro. |
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Incontro con il Divino |
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La zona limbica del cervello è la sede dell'ultimo dei sette chakra: il Sahasrara. Ques'ultimo rapprenta l'integrazione di tutti e sei i chakra, l'integrazione di tutte le qualità umane. Quando la Kundalini raggiunge ed apre il Sahasrara, l'attenzione si fonde con il desiderio e la persona acquista il potere di desiderare solo ciò che è proficuo alla propria ascesa spirituale, eliminando tutto ciò che gli/le è dannoso o inutile. Si diventa persone interiormente oneste, consapevoli di essere parte integrante dell'Umanità, senza alcun dubbio su se stessi, si agisce "spontaneamente", senza bisogno di programmare, perchè l'azione diventa di per sé illuminata. Si diventa interiormente disciplinati, saggi, senza avidità nè aggressività. In questo stato di integrazione non si perde la propria individualità, perchè ognuno conserva le proprie peculiari caratteristiche, che rendono ciascuno di noi unico. Si entra finalmente nello stadio finale dell'evoluzione umana, quello che dona la Consapevolezza senza pensieri, una forma di conoscenza del reale acquisita non solo con le facoltà mentali, ma anche con quelle emotive e spirituali unite. E' la conoscenza veramente oggettiva della realtà. E di noi stessi. E' uno stato che non vuole nessuno studio teorico per essere conseguito, deve essere una reale esperienza, e si consegue spontaneamente, senza forzature perchè è già predisposto in noi, bisogna solo lasciare che le cose avvengano. |